ANIMA IN PEN(N)A

"it takes a man to suffer ignorance and smile...be yourself, no matter what they say"

Eccomi

Blogger: mn70
Nome: Utopia
Immagino di non conoscere abbastanza parole per rinchiudermi dentro ad una definizione. Vivo, lavoro, mangio, dormo, rido e piango. Amo e proteggo. Penso. Leggo e scrivo. Tutto qui...

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sabato, 05 aprile 2008

cecilia 325

cecilia 323

niente paura...abbiamo semplicemente tanto tantissimo tantissimo da fare...


Postato da: mn70 a 22:48 | link | commenti (12)

domenica, 20 gennaio 2008

LA GRANDE PAURA

(adesso ci rido…)

 

Ci eravamo lasciati alla fine di Novembre con una salute, mia e della Belva, meno stabile del governo Prodi. Febbre, raffreddore, tosse come se piovesse, mal di gola e anche un po’ di virus intestinale per non farci mancare proprio niente. Anche il Regal Pippo ha dovuto cedere alla malattia trascorrendo una molto poco nobile giornata avvinghiato alla tazza, lamentandosi come un morente sul Carso.

In ogni caso, grazie allo spirito guerriero di Animainpenna e al suo fisico temprato da anni e anni di sport a livello agonistico e professionistico e di attività all’aria aperta (ma per carità  di Dio!), l’influenza per lei e per il Pippo è arrivata ed è passata via, senza lasciarsi dietro funeste conseguenze. Invece Cecilia non ne usciva proprio: di notte soprattutto aveva febbre talmente alta che si illuminava tutta tipo il neon di un bar di Las Vegas. Non si dormiva più, la bimba non mangiava (è invece solitamente dotata di un robusto appetito da drago). Dopo aver consultato l’intero ordine dei pediatri della galassia (a proposito: ho scoperto che la parola fattura ai pediatri fa venire la sordità e l’orticaria…) il Pippo ed io abbiamo optato per il famigerato Pronto Soccorso pediatrico.

E alla fine si è deciso per il ricovero, vista la quantità esorbitante di globuletti bianchi e di altre amenità nel sangue di Cecilia che segnalavano un’infezione importante in ogni dove. Potete immaginare, in quei momenti, la grande serenità di Animainpenna, persona notoriamente equilibratissima e razionale quanto un serial killer senza gli psicofarmaci.

Se ci aggiungi poi che al reparto di Pediatria della mia città hanno fatto un corso (diplomandosi peraltro a pieni voti) per essere il più  antipatici e scostanti possibile, il gioco è fatto. Grande professionalità, niente da dire, ma un tasso di umanità e di comprensione quanto quello di un orso polare mentre sbrana una foca. A loro discolpa, si può segnalare che il tasso di apprensione percepito nell’aria, con tutte quelle mamme ai capezzali dei figlioli, rendeva l’ambiente francamente irrespirabile.

La brandina di cui mi hanno dotato per “fare la notte” era sfondata nel mezzo: al risveglio sembravo il gobbo di Notre Dame però molto più brutto. Non sono previsti pasti per le persone che “assistono” i bambini: ho visto madri sbavare sulle minestrine (da ospedale) dei propri figli e leccare la carta argentata dei formaggini Mio. Poiché non si possono lasciare da soli i bambini, e il reparto non è dotato di una doccia per gli “assistenti”, le madri (o i padri o i nonni o chiunque stia col paziente) non si possono concedere una rinfrancante lavata di ascelle giornaliera, con le conseguenze nell’aria che tutti quanti possono ben immaginare, anche perché la temperatura dell’ambiente è di +75°C.

Alla fine, la grande paura è passata. Animainpenna tiene ancora le orecchie diritte e vigila su ogni starnuto e su qualsiasi colpo di tosse. Il Pippo ha dichiarato guerra totale all’omeopatia, causa, secondo lui, di aggravamenti, trascinamenti e mancate guarigioni. Cecilia è  ancora un po’ traumatizzata, la poveretta. Alla vista di un qualsiasi camice bianco (anche quello del macellaio) urla e strepita che è un piacere.

Ci penseremo quando dovrà prendere marito: ricordati, cara figliola, che quelli con il camice le fatture non le emettono mai. C’è da stare allegri, altro che piangere…


Postato da: mn70 a 11:38 | link | commenti (31)

giovedì, 29 novembre 2007

IN MALATTIA!

 

La Ceci e Animainpenna sono a casa ammalate.

Ci cola talmente tanto il naso che dobbiamo asciugare la tastiera ogni tre minuti e lasciamo qui e là tracce di muco appiccicoso che il Pippo impazzisce a pulire (il Pippo non si riposa mai).

La Ceci ha la febbre a seimila:  le dobbiamo infilare una decina di termometri in ogni dove e poi fare la somma per quanto è alta. E anche stavolta ce l’ha fatta a evitare un evento sociale al quale non voleva partecipare assolutamente (il suo primo compleanno) lasciando delusissimi amici e parenti già mascherati con cappellini a punta e lingue di menelicche stile veglione di capodanno anni ’70. Animainpenna e il Pippo ringraziano; avevano già ordinato la torta con la scritta “Buon compleanno Cecilia” di 12 metri per 15 (che il pasticcere troverà impossibile riciclare a meno che qualcuno non abbia una Cecilia di scorta che compia gli anni oggi). Vorrà dire che ce la mangiamo noi, o meglio il Pippo perché io proprio non riesco a mandar giù niente.

Comunque, il pediatra dice che questo raffreddore/influenza con febbre “c’è  in giro”. E rimango perplessa tutte le volte, perché qualsiasi cosa tu abbia il dottore della mutua ti risponde sempre che “c’è in giro”. La prossima volta mi faccio venire l’Ebola e poi vediamo cosa mi dice.

Animainpenna invece è stata diffidata dal parlare: ha tonsille talmente gonfie che il coso in gola (quello che pende, non so come si chiama, comunque ha una forma inquietante e assolutamente non gradevole a vedersi) è rimasto strangolato ed è morto. Le tonsille occupano tutta la bocca e anche parte del naso. Faccio fatica a deglutire anche l’acqua. Il Pippo festeggia silenzioso per questo mio pit stop verbale. Per adesso ci parliamo tramite post it o SMS. Ma non sa cosa l’aspetta. Ho segnato su un bloc notes tutte le cose che volevo dirgli e non ho potuto, direi che passeremo tutta la domenica a rivedere punto per punto tutte le annotazioni che ho preso.


Postato da: mn70 a 12:09 | link | commenti (37)

buon compleanno, amore mio

cecilia 186


Postato da: mn70 a 10:21 | link | commenti (10)

sabato, 17 novembre 2007

COSA VI SIETE PERSI…

Allora, per aggiornarvi un pochino direi di partire facendo un primo breve riassunto degli straordinari eventi accaduti ad Animainpenna (e alla Ceci e al Pippo di conseguenza) durante questi mesi:

 

1) Animainpenna e il Pippo si sono iscritti (con tanto di giuramento ufficiale) ad una setta satanica. Da un po’ di tempo a questa parte, alla Domenica mattina, la nostra attività apostolica ci richiede di andare a suonare ai campanelli delle case dei Testimoni di Geova annunciando che l’Anticristo sta per arrivare. Segue poi, tanto per gradire, il sacrificio del loro animale di casa nel giardino condominiale. I poveri resti vengono successivamente infilati nella cassetta delle lettere.

2) Il ridente quartierino ove la nostra nuova casa è sita ha deciso di partecipare al Campionato Mondiale “Cantieri Aperti e Macerie”. Purtroppo il comitato di quartiere ha raggiunto la consapevolezza di poter ambire soltanto al terzo posto perché francamente Kabul e Baghdad sono meglio piazzate e storicamente imbattibili. Comunque, noi perseveriamo nel sostenere i sempre più numerosi gruisti, escavatori, falegnami e saldatori che qui intorno si danno da fare notte e di’, perché ci continuino a dare grandi soddisfazioni.

3) La Polizia di Paperopoli (in trasferta) ha ferito gravemente una mamma sparando ad altezza d’uomo nel parchetto del paesello ove risiediamo: il gendarme (già precedentemente indagato per aver scambiato una bustina di zafferano per cocaina e aver tratto in arresto per possesso di droga il buon Bigazzi della “Prova del Cuoco”) ha comunque ribadito di aver sparato per disperdere il crocchio di passeggini, da lui scambiato per una rissa. Ad un’accurata indagine, il commissario Basettoni in conferenza stampa, asseriva che, in ogni caso, le mamme si erano recate al parco con precisa volontà di provocare scontri e risultavano armate di bomboloni al cioccolato, tubi di pasta Fissan e formaggini Mio.

4) Tramite il suo avvocato, l’on. Taormina, Cecilia ha deciso di rivolgersi al TAR del Lazio (come tutti del resto) per ottenere la sostituzione dei genitori. La bimba asserisce che, in quanto cerebralmente fallati, i due debbano essere restituiti e rimpiazzati nella tempistica a norma di legge. Naturalmente, visto che il reclamo è avvenuto entro l’anno dall’ “acquisto” i genitori verranno sostituiti in garanzia.

5) Mio suocero ha invaso l’Azerbaijan: da solo ha varcato i confini e si è dichiarato re della regione. Il bello è che la popolazione intera lo ha accettato davvero e lo ha dichiarato sovrano.

 

Continua…


Postato da: mn70 a 16:29 | link | commenti (25)

giovedì, 15 novembre 2007

riecchime!!!!!

adesso mi organizzo e passo a salutarvi tutti bei puzzoloni della mamma

per adesso beccatevi la ceciliaP1010639_modificato


Postato da: mn70 a 18:29 | link | commenti (26)

domenica, 06 maggio 2007

sto traslocando...

(scatoloni, polvere, smontaggio e rimontaggio mobili)

non so quando tornerò, visto che Telecom non sa dirmi quando mi ridarà il telefono...

per adesso vado a vivere dai miei suoceri (non infierite, vi prego)


Postato da: mn70 a 09:00 | link | commenti (74)

lunedì, 09 aprile 2007

LE MAMME NON SONO BUONE
Abbiamo già detto e ripetuto più e più volte che Animainpenna non è socievole: nel senso che cerca di evitare gli assembramenti ciarlieri e ridanciani quanto un buddista la disco music. Preferisce dunque solitamente inoltrarsi per le vie del “ridente paesello” ove risiede, con l’approssimarsi delle luci crepuscolari, quando è sicura che non vi siano concittadini invadenti o pressanti nei paraggi.
Con l’avvento della Belva, tuttavia, le priorità di Animainpenna sono del tutto esplose, fermentate, rigurgitate e vomitate: vale a dire che l’animo sensibile e schivo di Animainpenna conta meno di un bastoncino di ghiacciolo succhiato da una mandria di gnu. Bisogna per forza di cose uscire a passeggio nei “tempi dovuti”; peccato che i tempi dovuti siano quelli di tutti gli abitanti del ridente paesello e che la gioia di passeggiare con la Belva mi venga rovinata dall’incontro al PARCO di miliardi di madri assatanate e desiderose di “dialogare”.
Il parco è affollato come la Salerno-Reggio Calabria ed è altrettanto pericoloso. Al tuo arrivo vieni scrutata, soppesata, valutata ed eventualmente soppressa sulla pubblica piazza a memoria e monito delle generazioni future. Per la Belva vale lo stesso trattamento: le madri “esperte” dissertano su quanto e come è vestita la bambina, sulla pesantezza degli abiti e la qualità degli stessi, la temperatura esterna ed interna al passeggino. Mediante complicati calcoli algebrici viene calcolata la possibilità che la Belva si ammali o meno (causa vestiti troppo pesanti o troppo leggeri). Mentre tu stai lì a rosicchiarti le unghie in attesa del loro definitivo giudizio.
Quasi tutte le madri “come si deve” fanno un lavoro part-time e sono in grado pertanto di trascorrere interi pomeriggi di sole bellamente spaparanzate sulle panchine del parco, scrutando l’orizzonte bambinesco in mezzo al quale anche il loro pargolo si sta trastullando (tentando di strangolare un altro pargolo con la corda dell’altalena). Di questo le madri non si preoccupano, perché si sa: son bambini! Salvo poi ergersi in tutta la loro possanza fisica quando vien loro voglia di rientrare, o quando si avvicina l’orario dell’appuntamento con il parrucchiere urlando a squarciagola: Kevin! Maicol! Nicole! Gessica! Plutone! Marte! Archibugio! Dai, che andiamo! I bimbi a questo punto dovrebbero scattare sull’attenti, spegnere l’interruttore GIOCO e recarsi DI CORSA, perfettamente pettinati e possibilmente NON SUDATI tra le braccia dell’affettuosa genitrice, che li scaricherà dalla nonna in tempo per l’estetista. Saprete, se siete genitori, o anche semplicemente se avete gli occhi e le orecchie e li usate, che non va esattamente così e che alla fine del pomeriggio volano ceffoni e minacce e strilli e insulti che manco il derby Milan-Inter (con carica della Polizia inclusa).
La funzione principale delle passeggiate al parco rimane comunque quella del confronto tra mamme. Le madri vanno giustamente fiere dei loro cuccioli, ma ancora di più sono fiere di quanto si dimostrino brave a fare le mamme. E lo dicono, senza timore di smentita: perché per loro “la maternità era quasi un bisogno fisico”. Animainpenna, che ancora (a distanza di quattro mesi e mezzo) non ha ben capito su che pianeta è arrivata, si sente in colpa come se avesse rapinato una suora brandendo un fallo di plastica nel vedere queste madri perfette, dotate di passeggini che (si mormora) vengano ceduti in cambio della liberazione di pericolosi talebani per quanto valgono, che sanno sempre come vestire i loro bimbi con i vestiti migliori a prezzi scontatissimi, che hanno tempo di fare tutto (anche ore e ore di sesso tantrico con il marito) e che hanno nel frattempo vinto il Nobel per la Fisica.
Mannaggia, anche i loro bimbi valgono ben più di seimila Cecilie: ho udito narrare di bimbi che hanno messo i denti già nell’utero materno, di infanti che saltavano la corda e poi la utilizzavano per fare bungee jumping, di bambine che danzano come la Fracci e gorgheggiano come la Callas, di pargoletti poliglotti già dal sesto mese d’età, di lauree alla Sorbona a tempo di record. Nessuno di questi figli del Parco sarà destinato a fare la commessa dell’Esselunga, la sciampista, il muratore o lo scaricatore di porto. Bisogna che convinca la Belva a fare qualcosa di più che succhiarsi il dito pollice: la concorrenza si dimostra spietata…


Postato da: mn70 a 11:13 | link | commenti (55)

sabato, 24 marzo 2007

 

ma il post vero è più sotto...

cecilia 148


Postato da: mn70 a 10:54 | link | commenti (35)

I NONNI E LA KRYPTONITE (parte I)
 
Ve li ricordate quei vecchiettini stanchi, pieni di acciacchi, bianchi di capelli, tutti tremolanti? Insomma dei vecchi come da manuale, quelli che non deludono la nostra immaginazione, per dire. Et voilà, con la nascita di Cecilia questi bei nonnetti da iconografia classica si tramutano in un batter d’occhio nella controfigura giovane di Iuri Chechi, con anelli e tutto, belli pimpanti che: o bisogna abbatterli bombardandoli dall’alto (stile politica estera di Bush/Blair) o dotandosi di una bella dose di Kryptonite (da qui il titolo) e sfregandogliela sul muso allorquando mi vadano in eccesso di adrenalina.
I nonni sono incontenibili: diventati Belva-dipendenti non passa giorno che non si inventino scuse assurde per “passare di qui per caso”. Tipo: “ho ricevuto un messaggio telepatico da Marte che mi invitava a presentarmi a casa tua alle 8:00 in punto del mattino quando ancora tu devi fare colazione e la Belva dorme della grossa, ma non è che ti ho disturbato vero?” E quando (sempre per caso) passano di lì e tu non ci sei, ti chiamano reclamando sul cellulare da davanti a casa tua e pretendono di sapere dove stai, con chi sei, latitudine, longitudine e cooordinate PRECISE per localizzarti e venirti incontro (ovunque tu sia loro “vogliono venirti incontro”).
Poi ci sono le fotografie. I nonni posseggono immagini della Belva in qualsiasi posizione, con qualsiasi espressione facciale, con tutti i completini possibili. Non importa se accecano la bambina con il flash: loro, la foto, devono farla. (Saranno poi quelle immagini che tireranno fuori davanti agli amichetti di Cecilia quando sarà adolescente e la faranno vergognare tantissimo, le classiche foto che abbiamo tutti sdraiati nudi sul tappeto peloso – io ce l’ho, almeno, e anche il Pippo, quindi credo che sia un classico).
Capitolo a parte: i regali. I nonni fanno talmente tanti regali che, accanto a quelli onestamente indispensabili, arrivano dentro casa degli oggetti quanto meno insoliti. Vado, come sempre nel mio stile, ad elencarli:
-         un indispensabile “porta qualcosa” lunghissimo, dotato di testa francamente inquietante (esibisco la foto a richiesta, mi è impossibile spiegarmi più chiaramente di così).
-         un utilissimo paio di scarpine da montagna (CHIODATE!) con cappello tirolese.
-         un bel libro delle più belle filastrocche della repubblica del Sudan (rigorosamente in lingua originale)
-         un originalissimo martello pneumatico (marchiato CE, quindi sicurissimo anche nelle mani di un bambino, a sentire le parole del nonno) in peluche
-         una bomba atomica portatile
-         sedici boa constrictor
-        alcune intercettazioni telefoniche + foto compromettenti (che sono così fashion in questo periodo)
-        un’altalena a propulsione nucleare (che mi spara in aria la bambina: quando ritorna giù i vestiti che aveva addosso le sono diventati piccoli)
Io e il Pippo, nel marasma che c’è in casa, tra scatoloni e polvere (da aspirare, che alla Belva, poi, le viene l’asma) accettiamo sconfitti qualsiasi nuovo pacchetto, lo apriamo, sorridiamo dicendo “che bello” e lo ri-inscatoliamo. Il più delle volte, un minuto dopo, non ricordiamo nemmeno cos’è. Ci sarà da ridere quando apriremo le scatole nella casa nuova…


Postato da: mn70 a 10:11 | link | commenti (23)

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